Gestione delle infestanti in agricoltura biologica

Dalla prevenzione al controllo delle specie spontanee

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La gestione delle infestanti in agricoltura biologica si basa su un approccio preventivo e integrato, finalizzato a ridurre la competizione con le colture senza l’utilizzo di diserbanti chimici. L’obiettivo non è l’eliminazione totale delle specie spontanee, ma il loro controllo entro soglie compatibili con la produttività e l’equilibrio dell’agroecosistema. Un ruolo centrale è svolto dalla progettazione agronomica del sistema colturale, che include la corretta disposizione delle colture, le rotazioni e le consociazioni. Questi elementi permettono di limitare naturalmente lo sviluppo delle infestanti, migliorando al contempo la stabilità del sistema produttivo.

Fondamentale è anche il riconoscimento delle piante spontanee, utile per distinguere tra specie realmente infestanti e specie potenzialmente utili o funzionali all’agroecosistema. Questa capacità di lettura del cotico spontaneo consente una gestione più consapevole e meno interventista del suolo. Completano la strategia le tecniche di copertura del suolo, come sovesci, pacciamature e inerbimenti controllati, insieme alle lavorazioni meccaniche e manuali nelle fasi iniziali delle colture. L’integrazione di questi strumenti consente di contenere le infestanti e favorire la funzionalità complessiva del sistema agricolo.

I docenti coinvolti

Agr. Alessio Capezzuoli

Alessio Capezzuoli è un agronomo specializzato in agricoltura biologica e agroecologia, con esperienza nella progettazione di sistemi produttivi sostenibili e nell’agricoltura professionale. Cresciuto in una famiglia contadina, ha maturato competenze in Italia e all’estero, integrando diverse pratiche agricole (agroecologia, biologico, sinergico, permacultura). Svolge attività di consulenza per aziende agricole, formazione e divulgazione, con un approccio pratico orientato alla sostenibilità e alla redditività delle produzioni.

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